Marguerite Yourcenar

Quel gesto che ella aveva impiegato qualcosa come dieci settimane per compiere, io lo accettai, è questa la cosa più sorprendente. Ora che lei è morta e che io ho cessato di credere ai miracoli, sono riconoscente a me stesso di aver baciato, almeno una volta, quella bocca e quei capelli ispidi. Quella donna, simile a un immenso paese conquistato in cui io mi fossi proibito di entrare, in ogni caso mi ricordo l’esatto grado di tepore che aveva quel giorno la sua saliva, e l’odore della sua viva pelle. E se mai avessi potuto amare Sofia con tutta la semplicità dei sensi e del cuore, sarebbe stato proprio in quel minuto in cui avevamo tutti e due un’innocenza da resuscitati. Ella palpitava contro di me, e nessun incontro femminile dovuto alla prostituzione o all’avventura mi aveva preparato a una simile violenta, orribile dolcezza.

Il colpo di grazia
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Sei personaggi in cerca d’autore

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!
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Vittorino Andreoli

La solitudine è una pace inaccettabile. Una contenzione dei sentimenti per sembrare normali mentre si avverte il desiderio di esplodere, di esistere per qualcuno. E allora si può anche litigare, colpire e colpirsi, pur di non essere soli. Inutile per tutti. Inutile a se stesso.

Tra un'ora, la follia
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La storia dell’amore

Leopold Gursky cominciò a morire il 18 agosto 1920.
Morì imparando a camminare.
Morì in piedi davanti alla lavagna.
E una volta anche mentre trasportava un vassoio piuttosto pesante.
Morì mentre cercava un nuovo modo di fare la sua firma.
Aprendo una finestra.
In bagno, mentre si lavava i genitali.

Morì da solo, perché si vergognava troppo per chiamare qualcuno.
Oppure morì pensando ad Alma.
O quando scelse di non pensarci.

Davvero, non c’è molto da dire.
Era un grando scrittore.
Si innamorò.
Era la sua vita.

La storia dell’amore
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Tornare Indietro

Se potessi rivivere la mia vita,
Proverei a fare più errori la prossima volta.
Mi rilasserei, sarei più flessibile,
Sarei più sciocco di quanto sia stato in questo viaggio.
Conosco ben poche cose che prenderei sul serio.
Farei più viaggi; sarei più pazzo.
Scalerei più montagne, nuoterei in più fiumi e guarderei più tramonti.
Camminerei di più e mi guarderei più attorno.
Mangerei meno gelati e più fagioli.
Avrei più problemi reali e meno immaginari.
Vedete, sono una di quelle persone che vivono con attenzione e sensibilità ora dopo ora, giorno dopo giorno.
Oh, ho avuto i miei momenti; e se dovessi ricominciare, ne avrei di più.
Di fatto, cercherei di non avere nient’altro che momenti,
uno dopo l’altro, invece di vivere tanti anni guardando avanti ogni giorno. 
Sono stato uno di quelli che non vanno da nessuna parte senza un termometro, una borsa dell’acqua calda, senza fare i gargarismi, senza un impermeabile, l’Aspirina e un paracadute.
Se potessi ricominciare da capo, andrei in più posti, farei più cose, viaggerei più leggero di quanto abbia fatto.
Se avessi da rivivere la vita, mi metterei a piedi nudi più presto in primavera e resterei in questo modo più a lungo in autunno.
Marinerei la scuola molto di più.
Non prenderei così buoni voti, se non per caso.
Andrei di più sulle giostre.
Raccoglierei più margherite.

Nadine Stair 

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Il tempo dei desideri.

Poi non è che la vita vada come tu te la immagini.
Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada.
Così… Io non è che volevo essere felice, questo no.
Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi.
Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.
Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente:
il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No.
Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera.
Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito.
Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile:
e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male.
E’ lì che salta tutto, non c’è verso di scappare,
più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci.
Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare.
Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male
che tu non te lo puoi nemmeno immaginare.

Alessandro Baricco - oceano e mare

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Elsa Morante

A volte - specie in certe solitudini estreme - nei vivi prende a battere una pulsione dispersata, che li stimola a cercare i loro morti non solo nel tempo, ma anche nello spazio. C’è chi li insegue all’indietro nel passato e chi si protende al miraggio di raggiungerli in un futuro ultimo; e c’è chi, non sapendo pià dove andare senza di loro, corre i luoghi, su una qualche loro pista possibile.

Aracoeli

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Uaz

Cosa vorresti per il tuo compleanno?”
Niente.
Niente perchè quello che vorrei io, non lo si può avere.
Non lo si può avere, così, come si può volere un cd, una maglietta o una crema che promette di far sparire tutte le imperfezioni.
No.
Vorrei tanto qualcosa di inaspettato.
Una sorpresa. Un sorriso. Un pensiero gentile. Un fiore raccolto. Un bigliettino scritto a mano. Un abbraccio. Tre baci dati e presi. Una torta morbida alle mele. Una tazzona di ginseng. Un divano. Luce morbida che sa di casa. Chiacchere. Risate. Bacini. Una telefonata inaspettata. Una benda sugli occhi. Qualcosa da annusare.

Write me a song
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La voce fuori campo

Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva d’essere un bambino. Per lui tutto aveva un’anima, e tutte le anime eran tutt’uno. Quando il bambino era bambino, su niente aveva un’opinione: non aveva abitudini, sedeva spesso a gambe incrociate e di colpo sgusciava via. Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo. […] Quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed è ancora così. Quando il bambino era bambino le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere; ed è ancora così. Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed è ancora così. A ogni monte sentiva nostalgia di una montagna ancora più alta, e in ogni città sentiva nostalgia di una città ancora più grande; e questo è ancora così. Sulla cima di un albero prendeva le ciliegie tutto euforico, com’è ancora oggi. Aveva timore davanti a ogni estraneo, e continua ad averlo. Aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla. Quando il bambino era bambino lanciava contro l’albero un bastone, come fosse una lancia, che ancora continua a vibrare…


Il cielo sopra Berlino (1987)

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Il libro

Il libro - sia romanzo saggio o poesia - deve coinvolgere al massimo l’intelligenza e la sensibilità del lettore. Quando in un libro, di poesia o di prosa, una frase, una parola, ti riporta ad altre immagini, ad altri ricordi, provocando circuiti fantastici, allora, solo allora, risplende il valore di un testo. Al pari di un quadro scultura o monumento quel testo ti arricchisce non solo nell’immediato ma ti muta nell’essenza.

Giulio Einaudi (1912-1999), editore italiano
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