Maruja Torres

La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita o una vacanza, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Amor América
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Tornare Indietro

Se potessi rivivere la mia vita,
Proverei a fare più errori la prossima volta.
Mi rilasserei, sarei più flessibile,
Sarei più sciocco di quanto sia stato in questo viaggio.
Conosco ben poche cose che prenderei sul serio.
Farei più viaggi; sarei più pazzo.
Scalerei più montagne, nuoterei in più fiumi e guarderei più tramonti.
Camminerei di più e mi guarderei più attorno.
Mangerei meno gelati e più fagioli.
Avrei più problemi reali e meno immaginari.
Vedete, sono una di quelle persone che vivono con attenzione e sensibilità ora dopo ora, giorno dopo giorno.
Oh, ho avuto i miei momenti; e se dovessi ricominciare, ne avrei di più.
Di fatto, cercherei di non avere nient’altro che momenti,
uno dopo l’altro, invece di vivere tanti anni guardando avanti ogni giorno. 
Sono stato uno di quelli che non vanno da nessuna parte senza un termometro, una borsa dell’acqua calda, senza fare i gargarismi, senza un impermeabile, l’Aspirina e un paracadute.
Se potessi ricominciare da capo, andrei in più posti, farei più cose, viaggerei più leggero di quanto abbia fatto.
Se avessi da rivivere la vita, mi metterei a piedi nudi più presto in primavera e resterei in questo modo più a lungo in autunno.
Marinerei la scuola molto di più.
Non prenderei così buoni voti, se non per caso.
Andrei di più sulle giostre.
Raccoglierei più margherite.

Nadine Stair 

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Il libro

Il libro - sia romanzo saggio o poesia - deve coinvolgere al massimo l’intelligenza e la sensibilità del lettore. Quando in un libro, di poesia o di prosa, una frase, una parola, ti riporta ad altre immagini, ad altri ricordi, provocando circuiti fantastici, allora, solo allora, risplende il valore di un testo. Al pari di un quadro scultura o monumento quel testo ti arricchisce non solo nell’immediato ma ti muta nell’essenza.

Giulio Einaudi (1912-1999), editore italiano
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Carlo Fava

Ci sono perdite di sangue 
e poi ci sono perdite di tempo,
ci sono perdite di gioco che si piange 
e qualche volta brutte perdite di senso.

E poi ci siamo noi che ci perdiamo irrimediabilmente;
e irrimediabilmente ci perdiamo in niente.


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Danilo Kiš

"Coltiva il dubbio riguardo alle ideologie e ai princìpi dominanti. Tieniti a distanza dai princìpi. Fai attenzione a non inquinare la tua lingua con quella delle ideologie. Persuaditi di essere più forte dei generali, ma non ti misurare con loro. Non credere di essere più debole dei generali, ma non ti misurare con loro. Non credere nei progetti utopistici, salvo in quelli che concepisci tu stesso. Mostrati ugualmente fiero davanti ai principi e alle folle".

Consigli a un giovane scrittore
da Homo poeticus, Adelphi 2009
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Leonardo Sciascia

Noi siamo quel che facciamo. Le intenzioni, specialmente se buone, e i rimorsi, specialmente se giusti, ognuno, dentro di sé, può giocarseli come vuole, fino alla disintegrazione, alla follia. Ma un fatto è un fatto: non ha contraddizioni, non ha ambiguità, non contiene il diverso e il contrario.

“Candido. Ovvero un sogno fatto in Sicilia”, 1977.

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A scrivere

A scrivere meglio uno può sempre imparare: ci sono i corsi, ci sono gli editor… ma a pensare meglio? Come fa uno imparare a pensare meglio? E questo è un po’ il consiglio che mi sentirei di dare a tutti i giovani che stan meditando di fare gli scrittori: non domandatevi se scrivete abbastanza bene, domandatevi sepensate abbastanza bene. E poi – normalmente – rinunciate.

via | sviluppina
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Barbara Garlaschelli

Si vive di sottrazioni. Si vive sommando le occasioni perdute, gli incontri mancati, gli amori finiti, le ore e i giorni e le notti consumate nell’attesa. Alla fine ciò che resta è una montagna di cose che non ci sono state.

da "Alice nell'ombra"
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C. S. Lewis

Nessuno mi aveva mai detto che il dolore assomiglia tanto alla paura: la somiglianza è fisica. Gli stessi sobbalzi dello stomaco, la stessa irrequietezza, gli sbadigli. Inghiotto in continuazione.

 

Altre volte è come un’ubriacatura, o come quando si batte la testa e ci si sente rintronati. Tra me e il mondo c’è una sorta di coltre invisibile. Fatico a capire il senso di quello che mi dicono gli altri. O forse, fatico a trovare la voglia di capire. È così poco interessante. Però voglio avere gente intorno. Ho il terrore dei momenti in cui la casa è vuota. Ma vorrei che parlassero fra loro e non a me.

 
Diario di un dolore, Milano 1990.
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Meredith Grey

I legami che ci vincolano a volte sono impossibili da spiegare. Ci uniscono anche quando sembra che i legami si debbano spezzare. Certi legami sfidano le distanze e il tempo e la logica. Perché ci sono legami che sono semplicemente… destinati ad essere.
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