Nov 21
“«Berlusconi ha cambiato gli italiani. Ha offerto loro un modello di libertà negativa: tutti liberi da ogni interferenza, dallo Stato, dalle tasse. Lui ha parlato al familismo e all’individualismo, con la tv commerciale ha coltivato l’idea forte di perseguire la via del consumo e della ricchezza. Questo modello non va via domani mattina perché è radicato ed è la versione estremizzata di un trend che è presente in gran parte dell’Europa».”
Intervista a Paul Ginsborg - l'Unità
Nov 20
Non ho votato Bersani segretario, ma Bersani è certamente un segretario di tutto rispetto. Ha il curriculum giusto, il piglio, l’autorevolezza e il timbro vocale. Perfino quell’accento, che parla di Emilia rossa e Romagna nazional popolare, sono perfetti per il ruolo. E se mette in fuga un po’ di «folgorati sulla via del Vaticano», per me va benissimo. Di più: penso che si può fare un po’ di strada insieme. Noi, cittadini attenti e probi, preoccupati per lo stato in cui versa la democrazia nel nostro Paese e loro, dirigenti e militanti del maggiore partito di opposizione al Governo che è responsabile di questa deriva. Non ci aspettiamo di essere festeggiati (non lo faceva neanche il Pci buon’anima, quando gli portavamo, anni fa, critiche severe, ma anche idee e voti), ma considerati sì. È chiedere troppo? No. Allora: ascoltaci, Bersani. La manifestazione del 5 dicembre, con quel titolo , «No Berlusconi day», che richiama uno stile, ne convengo, un tantino «qualunque», è, tuttavia, una manifestazione sacrosanta. Esprime un rifiuto netto verso l’operato di un uomo che da troppi anni si fa beffe delle regole, impone la sua sottocultura maschilista e arretrata, condiziona l’informazione l’economia e la politica esercitando un dominio, inaccettabile, su troppa parte dei mezzi di comunicazione, usa la sua ricchezza d’incerta provenienza per schiacciare ogni possibile pluralismo. Ma esprime anche, e non è secondario, un grido di dolore spontaneo, collettivo, che nasce dal basso e si diffonde in rete. Ascoltaci, Bersani: quella è la tua gente. Anche se magari vota Di Pietro, anche se ha simpatia per Beppe Grillo, anche se non ha più simpatia per nessuno e riesce soltanto a gridare: «basta», al colmo dell’avvilimento e della delusione. Vacci, in mezzo a questa gente, Bersani. È lì la massa. O non ve ne frega più niente di essere un Partito di Massa?
Oct 22
Incredibile ma vero, ci lamentiamo dalla mattina alla sera di come vanno le cose in Italia. Facciamo proprio schifo. Siamo in fondo alle classifiche per quanto riguarda burocrazia, liberta’ di informazione, corruzione, crisi economica, crisi della ricerca scientifica, crisi della scuola, ingerenza della chiesa nella politica. E’ difficile trovare anche una persona di destra che sia contenta per come vanno le cose.
Ma alla fin fine, bisogna ammettere che il sistema Italia e’ il migliore del mondo dal punto di vista degli indicatori del benessere reale.
Pare incredibile ma e’ cosi’. Ce lo dicono le statistiche piu’ inoppugnabili: nel 2007 l’Italia ha raggiunto la longevita’ dei migliori paesi del mondo, Svezia e Svizzera: 78,6 anni per gli uomini, e 84,1 anni per le donne, in aumento rispettivamente di 0,3 e 0,2 anni sul 2006 (www.partitodemocratico.it).
Il Trentino e l’Umbria battono Svezia e Svizzera alla grande e Como si piazza a vertici da record con 83 anni e mezzo di sopravvivenza media.
Ma non solo viviamo a lungo, siamo anche contenti! L’Italia e’ tra i paesi industrializzati nei quali il suicidio e’ piu’ raro. E nel 2007 i suicidi sono anche diminuiti rispetto al 2006.
Secondo Focus (novembre 08) i suicidi in Italia sarebbero 7,1 ogni 100.000 abitanti, in Francia 18, in Austria 17,9, in Svizzera 17,4, in Giappone 24, in Russia 34.
In questo campo battiamo anche la Svezia dove i suicidi sono la prima causa di morte tra i giovani.
Quindi state contenti. Viviamo nel miglior paese del mondo. Sguazzare nella merda e nella corruzione ci piace.
Ma, mi raccomando, non smettete di lamentarvi: fa bene alla salute e allo spirito!
Jacopo Fo
Sep 6
MAMMA RAI “SCARICA” LA SQUADRA DI REPORT. La notizia è sconcertante: mamma Rai non garantisce più ai giornalisti di Report la copertura legale. Che storia è questa?! Roba da paralizzare anche i professionisti più coraggiosi! Significa che gli inviati di Milena Gabanelli, da sempre attivi nel denunciare le illegalità e i soprusi che ci circondano, dovranno provvedere di tasca propria alle spese legali cui, da bravi inchiestisti, vanno continuamente incontro.
Sabrina Giannini, Sigfrido Ranucci, Stefania Rimini e gli altri giornalisti diReport dedicano i 3/4 della propria esistenza a ricerche scrupolose: viaggiano in lungo e in largo per arrivare alla verità e rivelarla al pubblico a casa. Scoprono traffici loschi e furti che spesso avvengono sotto i nostri occhi. Smascherano impostori, sfruttatori e tutto questo per offrire un servizio alla gente. Fare del bene, si potrebbe dire, ma non facciamo retorica inutile: non si può ignorare che la squadra di Report svolge un compito importante, che dovrebbe essere tra le mission del servizio pubblico.
La Rai, invece, se ne lava le mani, rivelando un atteggiamento assai pericoloso. La terza rete non ha ancora un direttore; l’inizio di AnnoZero viene rimandato di settimana in settimana perchè i contratti per la redazione del programma non sono pronti; il Tg1 di Minzolini viene continuamente accusato di strizzare l’occhio alla maggioranza, nascondendo gli scandali che hanno travolto il Premier.
E’ questo il servizio pubblico che ci meritiamo? Non voglio crederlo. Soprattutto, mi rifiuto di pensare che la tv di Stato sia per le forze politiche - tutte - solo un esercizio di potere. Per i nostri rappresentanti non conta offrire prodotti di qualità, che rendano effettivamente un servizio al pubblico, ma, ancora una volta, accaparrarsi il maggior numero di poltrone. Che brutta televisione!
televacation: MAMMA RAI “SCARICA” LA SQUADRA DI REPORT.
Aug 25
I numeri scritti in rosso, rosso come l´allarme che sta suonando in città, scorrono sul tabellone luminoso che hanno messo nella vetrina di una farmacia tra le aspirine e i pannoloni. I veneziani che passano ci buttano sempre un occhio. Perché la cifra scritta sul tabellone diminuisce costantemente. Meno uno quasi ogni giorno che passa. Si misura la temperatura della città all´antica farmacia «Morelli» di campo San Bartolomio, ai piedi del ponte di Rialto, davanti alla statua di papà Goldoni. E il termometro segna febbre alta. Perché il «contatore della popolazione» aggiorna in tempo reale il numero degli abitanti rimasti nel centro storico. Sempre di meno. Adesso sono 60.052. Il numero più basso della sua storia. La città che fu dei Dogi sta inesorabilmente scivolando sotto la soglia dei 60mila, ritenuta la quota minima vitale per potersi considerare ancora una città e non solo un baraccone per turisti. Continua a leggere...
Aug 7
“Il mondo e’ tutto un disastro:
crollano i soffitti, crolla la Borsa,
ma nessuno ne ha colpa, e’ fatalita’!
In Iraq c’e’ petrolio a volonta’
Una guerra scoppia
Nessuno ne ha colpa,
La ragione non si sa, e’ fatalita’!
Nei mercati del mondo intero
crolla il dollaro,
pare un cimitero,
le banche vanno in fallimento,
ma, per favore, nessun lamento, e’ fatalita’!
No, nessuno ha speculato
Nessuno ha truffato con azioni fasulle
dette derivati
si, ci son stati milioni di rovinati,
ma perché son cosi’ avventati?
Nessuno ne ha colpa, e’ fatalita’!
Ora bisogna unirsi nella solidarieta’
e aiutare le banche che stanno fallendo.
Si’, proprio quelle che hanno tirato il bidone
E vi hanno fottuti.
A loro vanno i nostri aiuti
Anche voi volete un soccorso?
Essere aiutati?
Ci spiace, ma i soldi son finiti
Sono gia’ stati impegnati per sostenere la pace,
la pace tanto ambita,
purtroppo guerreggiata.”
Dario Fo - 27 novembre 2008