C. S. Lewis

Nessuno mi aveva mai detto che il dolore assomiglia tanto alla paura: la somiglianza è fisica. Gli stessi sobbalzi dello stomaco, la stessa irrequietezza, gli sbadigli. Inghiotto in continuazione.

 

Altre volte è come un’ubriacatura, o come quando si batte la testa e ci si sente rintronati. Tra me e il mondo c’è una sorta di coltre invisibile. Fatico a capire il senso di quello che mi dicono gli altri. O forse, fatico a trovare la voglia di capire. È così poco interessante. Però voglio avere gente intorno. Ho il terrore dei momenti in cui la casa è vuota. Ma vorrei che parlassero fra loro e non a me.

 
Diario di un dolore, Milano 1990.
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Tendere...

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Aldo Palazzeschi

Il vero poeta moderno dovrebbe scrivere sui muri, per le vie, le proprie sensazioni e impressioni, fra l’indifferenza o l’attenzione dei passanti.
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Sigmund Freud

Con la cattiveria, l’uomo si vendica contro la società per i limiti che essa gli impone. Questo desiderio di vendetta anima tutti. Il selvaggio può mozzarti la testa, può mangiarti, torturarti, ma ti risparmia le continue punzecchiature che a volte rendono la vita quasi intollerabile in una comunità civile.
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Rifugi...

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Fabrizio de André

“...e ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome 
ora il tempo è un signore distratto 
è un bambino che dorme 
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano 
cosa importa se sono caduto 
se sono lontano 
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole 
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole 
ma dove, dov’è il tuo amore? 
ma dove è finito il tuo amore?
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Claes Oldenburg

Sono per un’arte che prende le sue forme dalla vita, che si contorce e si estende impossibilmente e accumula e sputa e sgocciola, ed è dolce e stupida come la vita stessa. Sono per l’artista che sparisce e rispunta con un berretto da muratore a dipingere insegne e cartelloni.
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Quadri...

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Irène Némirovsky

« Ma allora, cos’è che ti conforta?»
 

« La certezza della mia libertà interiore, » disse lui dopo aver riflettuto « questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscano poi per placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò prima di tutto vivere: Primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare ».

 

Suite francese
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Novembre...

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