Visioni (verticalità rispetto a cosa?)

L’oscurità in cui si svegliava in quelle notti era cieca e impenetrabile.
Un’oscurità che faceva male alle orecchie a forza di ascoltare.
Spesso non poteva fare a meno di alzarsi. Non un suono oltre al vento fra
gli alberi nudi e anneriti.
Si alzò in piedi e rimasi lì, vacillante in quel buio freddo e autistico, le braccia 
tese per mantenersi in equilibrio mentre calcoli vestibolari in corso nel suo 
cervello sfornavano risultati.
Una vecchia storia. Inseguire la verticalità. 

Non c’è caduta che non vada per gradi. 
Si addentrò nel nulla a lunghi passi di marcia, contandoli per riuscire poi a tornare. 
Occhi chiusi, remate di braccia. 
Verticalità rispetto a cosa?
Un’entità senza nome nella notte, vena o matrice. Attorno al quale lui e le stelle 
giravano come un unico satellite. 
Come il grande pendolo nella sua rotonda che segna i lunghi moti 
giornalieri dell’universo di cui sembrerebbe che non sappia nulla 
e tuttavia non può non sapere.

La strada, Cormac McCarthy

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Posted 5 minutes ago

University

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Posted 8 minutes ago

L'abitudine

L’abitudine è la più infame delle malattie 
perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. 

Per abitudine si vive accanto a persone odiose, 
si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, 
ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. 

L’abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, 
silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, 
e quando scopriamo d’averla addosso 
ogni fibra di noi s’è adeguata, ogni gesto s’è condizionato, 
non esiste più medicina che possa guarirci.


Oriana Fallaci
tratto da “Un Uomo”

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Felicità raggiunta...

Felicità raggiunta, si cammina 
per te su fil di lama. 
Agli occhi sei barlume che vacilla, 
al piede, teso ghiaccio che s’incrina; 
e dunque non ti tocchi chi più t’ama.

Se giungi sulle anime invase 
di tristezza e le schiari, il tuo mattino 
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase. 
Ma nulla paga il pianto del bambino 
a cui fugge il pallone tra le case.

Eugenio Montale

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Futuro

foto di Laura Bottaro 

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Chuck Palahniuk

Alla fine l’unica biodiversità che ci rimarrà sarà quella tra la Coca Cola e la Pepsi.
Stiamo ridefinendo il paesaggio del mondo a colpi di stronzate.

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First light on the beach

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Il crocefisso e i ruffiani

Mi fanno specie e mi preoccupano i politici che subito pronti si sono messi a cavalcare la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, a diventare paladini della fede e della libertà (della loro?).

Leggo che il sindaco di un paesino del vicentino con apposita delibera comunale ha imposto, su tutto il territorio del comune, che in tutti gli spazi pubblici sia affisso il crocefisso pena pecuniaria di 500 euro ai trasgressori.

Vedo con nausea che puttanieri abituali con parecchie famiglie e più miliardi circolano tra la folla brandendo il crocefisso e predicando di radici culturali e fede.

Ascolto la Gelmini, che pure è il Ministro della Pubblica Istruzione, dire che il crocefisso nelle aule delle scuole pubbliche è previsto e prescritto dalla Costituzione (segno che non l’ha nemmeno mai letta).

Vedo personaggi con il fazzoletto verde che si riscoprono fedeli e devoti cristiani, dimenticando che solo ieri si sono sposati con il rito druido (ma ci rendiamo conto? Manco fossimo in un fumetto di Asterix) e adorano fiumi e ampolle d’acqua inquinata. Vedo personaggi con il fazzoletto verde che non esitano un momento a gettare in mare il prossimo ignorando quel “ama il prossimo tuo come te stesso” che fu detto (forse non lo sanno) proprio da quel crocefisso che oggi insultano con la loro fede falsa e pelosa.

E poi infine ascolto il Cardinale Bertone che si lamenta dicendo che l’Europa ci lascia solo le zucche vuote e ci toglie tutte le radici della nostra cultura e della nostra indentità.

Trovo che questa ultima affermazione sia particolarmente triste e preoccupante, in quanto se davvero la Chiesa pensa che il suo declino nel sociale, tra la gente sia legato a crocefissi presenti o meno nelle aule di scuola, beh allora i casi sono due: o è in malafede o ha imboccato un ben triste ma inevitabile viale del tramonto.

via | 31 canzoni 

 

 

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Posted 2 days ago

Eating

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Posted 3 days ago